La Belle Hachetet in arsenale

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La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Mar Lug 04, 2017 12:43 pm

Avendo ricevuto il benestare da Caracciolo mi permetto di aprire qui il mio diario relativo alla costruzione de La Belle che Hachette pubblicizza in arsenale. Ho pure acquistato la monografia del Boudriot per confrontare i due progetti. Siccome di arsenale mi sembra proprio che abbia poca attinenza, ho chiesto preventivamente se il forum accettava una cosa del genere con possibile e relativo confronto tra Hachette e Boudriot.
Quindi appena recuperato quanto già pubblicato su alti forum posterò qui il mio lavoro
Grazie
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Mar Lug 04, 2017 12:52 pm

Non avendo trovato limitazioni nel postare sia scritto che foto, allego il mio lavoro realizzato fino ad oggi tutto d'un fiato per poi procedere a tempo.
Se è troppo lungo avvisatemi
Amici prima di accedere all'autocostruzione vorrei cimentarmi con questa realizzazione in tecnica d'arsenale ma in scatola di montaggio.



Ho acquistato il primo fascicolo. Continuerò in edicola in quanto a Venezia ci sono problemi con le poste.
Ho impostato il primo quinto. Potevano chiamarlo con il suo nome e non ordinata visto che nella sezione "Modellismo d'Arsenale" la nomenclatura è giusta. Potevano applicarla anche nella sezione "Istruzioni di montaggio" si faceva confidenza con tale disciplina.



Il pero è quello che è. A casa ne ho diverso che è un' altra cosa.
Comunque va benissimo.
I componenti realizzato con taglio laser combaciano perfettamente.
Cosa poco bella da vedere è il nero sui bordi dovuti al taglio.
Cartavetrare come suggerito subito non mi convince.
Vedrò più avanti.
Ovviamente il tutto è solo appoggiato anche perché non ho più colla essendosi essiccata quella che avevo per il toppo tempo trascorso dall'ultima "segatura"
Impostati a secco i particolari dell'ossatura di base.
Anche qui potevano chiamare i vari pezzi con il loro nome proprio.
"Dritto di poppa" "Bracciolo del dritto" "chiglia"



Osterga! Il bracciolo del dritto sul disegno è a filo dello scanso della chiglia



mentre montato ne dista diversi millimetri




e non può essere che si sia spezzato perché estratto intatto dalla sprua



Non sto li a chiedere spiegazioni perché nel passato sono stato molto deluso dall'incompetenza di chi doveva risolvere il problema proposto. Vado avanti così e poi eventualmente rifilerò il tutto.
Se cominciamo così non è che mi entusiasmi la cosa.
Nella monografia del Boudriot è tutta un'altra cosa.



Comunque va bene così! Certo che sono perplesso.
Realizzato il quinto n° 3 e la parte poppiera della chiglia con il dritto.





Non è segnato l'angolo di quartabono come sui piani nelle monografie.



Schema dei quinti da monografia Boudriot



Vedremo più avanti.
Amici miei, mi auguro che mancando i piani di riferimento, indichino come e dove installare i vari pezzi.
Intanto mi permetto di inserire la sezione della Gemma come esempio che dovrebbe essere proprio dei vascelli.





Questo disegno è della Belle di Boudriot



Dove si evince l'esistenza della battura e dei torelli
Realizzazione della battura con fresatrice.





Vediamo un po' come questi procedono.
Ho visionato il CD in dotazione ed ho notato che pure nel video il bracciolo del dritto di poppa dista dalla chiglia come da pezzi assemblati. Ovviamente la figura inserita nelle istruzioni è errata.
Non si evincono ulteriori informazioni sui vari componenti l'ossatura. Vedremo andando avanti.
Certo che se la battura non c'è bisogna realizzarla prima di impostare la chiglia sul cantiere.
Mi è sembrato di intravvederla nel filmato sul CD ma non ne sono sicuro.
Aspetterò fino a momento della posa in cantiere e poi deciderò il da farsi.
Intanto è arrivato il n° 2.
Ho impostato e incollato le parti principali dell'affusto.





Il legno risulta molto secco ed essendo ricavati i pezzi con le fibre in linea, si arrischia di spezzarli staccandoli. Bisogna fare molta attenzione ed essendo i pezzi piccoli consiglio di incidere le tacche con un bisturi e poi aiutandosi con la punta di un cacciavite premere quel tanto che basta per staccarli.
Sembra che l'inizio prometta abbastanza bene. I pezzi sono forniti di tacche per l'allineamento e l assemblaggio.



Ora lascio asciugare la colla. Questo affusto l'ho incollato di getto in quanto essendo i pezzi ad incastro si arrischia che a colla rappresa non combacino bene. Così invece con la colla fresca si possono adattare facilmente.
Quando è tutto fisso si dovrà procedere alla cartavetratura in modo da togliere il pellame.
Intanto prova di arrotondamento del blocchetto per realizzare il mozzo.



con verifica del ingresso della ruota e suo bloccaggio con spina.



Ovviamente il tutto è provvisorio.
Completato il cannone.



Non monte gli orecchioni e la canna come indicato, in quanto l'affusto va dipinto o quanto meno verniciato.
Non lo liscio più di tanto in quanto se viene dipinto mi troverei male.
Lo conservo in un'apposita scatoletta e nel frattempo mi documento.
Ho acquistato la monografia dl Boudriot e ne seguitò l'andamento allestendo quella a fascicoli settimanali ed eventualmente integrando se manca qualche cosa. Hanno scale diverse che si possono comunque correggere. Finito l'allestimento di quella a fascicoli, sarà più facile farsela direttamente dalla monografia
Ho ancorato la base del cantiere ad una asse rigido in quanto troppo flessibile





Ora è più stabile. Ho pure posizionato la chiglia e il 3° quinto per controllo. Oddio non è il top, ma secondo me può andare viste le mie scarse doti di modellista avrei fatto di peggio.



Ora non so come procederanno col cantiere speriamo sia atto a collocare e centrare al meglio i quinti.
Le palelle non si incontrano perfettamente ed ho dovuto levigare il tronco di chiglia verso poppa. Ora è perfettamente dritta.



Come si vede non ho levigato le palelle (troppo difficile e pericoloso perché le puoi imbarcare) ma sopra e sotto.
Ho trovato una foto del cantiere con i quinti impostati.



ho notato che la parte superiore del cantiere non ha i riscontri, come la parte sottostante, per l'allineamento dei quinti.
Arrivato a quel punto dovrò studiare come procedere per ottenere un giusto allineamento sia perpendicolare che ortogonale.
Questo è il cantiere da me realizzato per la Gemma.



L'ho copiato da quello impostato da Fissore



Ho finito la chiglia e inserito la ruota di prua.
Problemi:
Controllo dell'ortogonalità della ruota



messa in pari del sottociglia



inserito l'incastro per i madieri e impostato tagliamare e controruota che non combaciano



le due squadre non combaciano ho dovuto correggere il tutto.





Sistemati gli incontri tra squadre sia sulla ruota di prua che sul dritto di poppa





Mentre la chiglia al centro e a prua combacia con gli inviti per i madieri





a poppa ci sono dei problemi



non combaciano e quindi dovrò intervenire al momento dell'innesto dei madieri in quei posti.
Amici miei, se è vero che sul CD viene pubblicato questo assemblaggio:



che comunque io non riesco a focalizzare, mentre le istruzioni prevedono questo:



alla fine che razza di porcheria verrebbe fuori?
Non credo che le istruzioni siano buttate li, facile che chi ha realizzato il vide abbia sbagliato.
Certo che l'inizio non è dei più felici!
Risposta di Hachette al quesito
Da: "Info Perfect Model" <info@perfectmodel.it>
Data: 8-mag-2017 12.16
A: <stefanorocchi@tiscali.it>
Ogg: Re:La Belle

Buon giorno
grazie per averci contattato
il giusto assemblaggio e' quello che ha presentato nella foto con la freccia gialla,
quindi il gradino si crea in maniera naturale se i pezzi sono incollati nella maniera esatta.
Nell'uscita 9 ci saranno i vari pezzi che compongono il tagliamare che va ad incastrarsi proprio lì (fatti i dovuti aggiustamenti con la carta vetrata... ovviamente...)
cordiali saluti
Perfect Model


Da: "stefanorocchi@tiscali.it" pbmodels@libero.it
A: info@perfectmodel.it
Cc:
Data: Mon, 8 May 2017 11:15:24 +0200 (CEST)
Oggetto:La Belle

Buongiorno,
sto realizzando La Belle in fascicoli e vorrei porre un quesito:

alla pagina 26, fig. 10 del 4° fascicolo si vede che l'incastro tra il dritto di prua e il controruota viene incollato al paro della tacca presente sul controruota. Così facendo il dritto non coincide con l'angolo della chiglia in basso (foto 1). Sul CD allegato all'opera si vede che, nella sez. "Introduzione al Modellismo d'Arsenale" al minuto 06:15, il particolare in oggetto, montato, non è come da foto del fascicolo ma sembra perfettamente assiemato (foto 2).

Visto che i diversi forum si sta dibattendo questo problema, delle due qual'è la giusta?

Grazie

Stefano Rocchi

Ciò ciapa ma diamo i numeri?
Non so se abbandonare una schifezza del genere
Arrivato il n° 5. Mah! si allestisce una parte de cantiere senza alcun riscontro a secco. Non mi va! Inoltre si allestisce un quinto il II verso prua. Tutte cose non riscontrabili a secco. Qui si arrischia di mandare a "patrasso " tutto. A questo punto allestisco solo l'allestitile che non abbisogna di riscontro a secco ed aspetto il n° 9 per concludere il cantiere, se a quel punto si potrà concluderlo. I Quinti li allestirò solo a cantiere definitivamente concluso per impostarveli con prova a secco e con eventuale quartabuono e riscontro della verticalità., con eventuale riporto delle tacche dalla base al piano superiore del cantiere. Realizzare il quartabuono con i quinti installati, mi pare una cosa poco probabile e piuttosto ferruginosa.
Anche la loro formazione e conservazione prima del allestimento non è ben chiara. Sul n° 1 il quinto n° 3 è così concluso:



che io mantengo allestito aiutandomi con un elastico.



ma a pag. 26 della quarta dispensa la dima non c'è più!



mentre a pag. 32 della quinta dispensa riappare e sembrerebbe che dovesse rimanervi ovviamente non incollata



Ovviamente con la dima inserita i quinti non si deformeranno, ma io li allestirò ugualmente a cantiere terminato.
Alcuni esempi di cantieri.











Sono realizzati per navi diverse, ma hanno ugualmente le stesse caratteristiche di base.
Vedremo come Hachette imposterà il suo.
Arrivato il n° 6. Si continua con il cantiere senza alcuna misura ne verifica sul complessivo. Il cantiere è come il sacco amniotico cioè è il posto dove nasce una barca. Io essendo a Venezia ho avuto la fortuna di realizzare alcune barche e una gondola (con l'aiuto dei maestri d'ascia ovviamente) e vi posso assicurare che per la realizzazione dei cantieri (anche se negli squeri sono da anni predisposti in quanto basi di altre imbarcazioni sorelle)) si è praticata la massima attenzione. La tolleranza è di frazioni di millimetro ed in qualche caso forse di un millimetro. Pensatevi nella miniatura! Un buon cantiere sfornerà un buon manufatto, mentre un cantiere realizzato alla pressappoco, partorirà un manufatto alla meno peggio, se poi il modellista è uno sprovveduto come il sottoscritto ne uscirà un aborto.



Quindi aspetto dia vere tutti i pezzi e poi con delle prove a secco e misurazioni cercherò d realizzarlo.
Per i quinti ovviamente aspetto che il cantiere sia finito per realizzarli e impostarli subito.
Spero che vi siano i riferimenti della posa dei quinti sulla dima della linea di pontuale che dalle foto della pubblicità non si evincono e che sembrerebbe dritta mentre la dima della linea di pontuale dovrebbe essere flessa al centro come tutte le barche. Dalle illustrazioni propagandistiche non riesco a capire a quale ponte si riferisca la linea del cantiere.
Arrivato il fascicolo n° 7. Il cantiere è quasi finito. Per montarlo aspetto l'ultimo pezzo per provare il tutto a secco trovare i riferimenti, assestare i pezzi, segnarne gli attacchi giusti e poi incollare.
Per il quinto lo lascio li fino a quando sarà da montarlo
Arrivato il fascicolo n° 8
O io non so leggere ma qui cosa è scritto:



non mi pare proprio perché qui è scritto



o la parte superiore centrale del cantiere non c'è oppure vengono propinate indicazioni improprie e a caso.
L'unica cosa giusta che scrivono, ma che non eseguono e non fanno eseguire, e:[b] " PRIMA DI INNIZIARE IL MONTAGGIO ORIENTARE CORRETTAMENTE IL CANTIERE"

Questo lo dovevano scrivere all'inizio infatti il cantiere viene realizzato in base a disegni precisi e non a caso. Hachette invece predispone: cantiere, chiglia, dritto di poppa, ruota di prua, tagliamare (tra l'altro quest'ultimo con grossi dubbi) e quinti alla "va là che vai bene". Non c'è problema basta aspettare di avere tutti questi particolari (per i quinti ne possono bastare solo alcuni) per allestire il cantiere a secco, verificare l'ortogonalità, la sincronia dei quinti tra base inferire e superiore e poi incollare il tutto. Anche così verrà furi un opera alla pressapoco ma per lo meno non sgangherata.
Ecco come deve essere il cantiere prima di incollarne definitivamente le parti come indicato da Hachetta nella rubrica "Architettura navale antica" pag 4



Per i quinti attualmente nessun riferimento al quartabuono. Mah! Io comunque realizzato il cantiere che dovrebbe concludersi con il n° 9 sistemerò i quinti con la dima inserita e tenuta da un elastico a secco. Li incollerò solo dopo che sarà chiarito come procedere per realizzare il quartabuono. Altro problema che la chiglia dovrebbe essere predisposta con l'invito per il torello o con uno scalino a mo' di battura o con una battura vera e propria.
Prima di procedere verifica dei riscontri tra parte inferiore e superiore del cantiere.
Prendendo come esempio questo modello del Frolich



Si appoggia la parte superiore sopra l'inferiore



e si traguardano i riferimenti con gli inviti dei madieri sulla chiglia.
Prima al centro



poi a babordo



ed in fine a tribordo



C'è qualche leggerissima differenza che mi auguro non aumenti con l'inserimento della parte alta centrale.
Comunque mi sembra che i riscontri possano andare ed eventualmente essere corretti quel tanto che basta
Arrivato il n° 9. Nessun accenno allo svarione propinato con il n° 4 pur segnalato da un abbonato.
Avendo subito capito che di arsenale non c'era niente (come si può parlare di arsenale in un opera a fascicoli non lo so) postando in questo specifico settore ne avevo chiesto l'autorizzazione.

Prima di tutto è questo il luogo oppure offendo coloro che la fanno in autocostruzione tipo Grisuzone?
Eventualmente spostate il tutto in luogo più consono.

Risposta di Grisuzone

vai Mario.....vediamo questo nuovo cantiere.... avevo intenzione anche io di acquistare questi fascicoli, per curiosità ed anche per voler dare una mano (per quello che posso ovviamente) a chi si appresterà ad avviare questa avventura. Per poter seguire passo passo dovrei anche io realizzare insieme a voi questo cantiere, ma sinceramente sono indeciso, visto anche il prezzo, mi accontenterò di seguirvi ed eventualmente aiutare...senza però prendere realmente in mano il KIT, sarà un po' più difficile capire i problemi che incontrerete...ma và bene così. Se serve chiedete.

risposta di Walter Furlan

Ok Mario, anche se in kit e' pur sempre arsenale

Quindi ho postato il mio lavoro qui, ottenendo consensi da modellisti di spessore impegnati in questa tecnica su altri modelli.
Mi aspettavo, visto l'interrogativo rivolto ad Hachette sul tagliamare e relativa risposta, una lettera di scuse. Ma mi chiedo: coloro che non frequentano i forum e quindi si limitano al solo assemblaggio senza riscontri, a questo punto cosa faranno?
Conclusione. Questo è un classico modello realizzato a fascicoli settimanali con quinti al posto delle ordinate come giustamente avevo subodorato all'inizio.
Di arsenale a questo punto posso solo intendere questo visto che vivo a Venezia



ma vado a vanti anca se me vien da ridar



o da pianzar



Bhe! finiamola qui e via così! (orpo concludo in rima! Che sia deventà poeta?)
Procedo quindi alla verifica del tutto come da illustrazione. Blocco la chiglia su un piano e presento i vari elementi
vedo che c'è qualche cosa che non quadra, ma non capisco cosa!



segno comunque dove dovrei realizzare il gradino




trovo che risulta eccessivo il materiale da togliere e quindi corro il rischio di sgangherare tutto il tagliamare. Pertanto scollo il tagliamare utilizzando il classico rimuovi colla della Loctite che ho sempre a portata di mano in quanto, essendo maldestro, tante volte debbo scollare perchè incollato alla carlona.



presento i due elementi. RP2 e RP3



O porc####### acc***** * l'invito per i pezzi RP2 e RP3 è inferiore all'incastro dei medesimi. Ecco cosa mi aveva colpito subito! Misuro e trovo che l'invito risulta 8,16 mm mentre l'incastro misura 8,78 mm cioe 0,620 mm più grande. Eh andiamo bene proprio bene! Ripresento i vari elementi e vedo che il tutto potrebbe quadrare tranne l'incastro


Con calma provvederò a rimediare. Non so se succede pure ad altri, ho visionato il post di maveri52 su Modellismo Net dove tutto è a posto. Certo è che o sono io lo sfigato, oppure qui siamo in un mare colpito da tsunami.
Mi astengo da ogni commento.
Ho finito la prua



Per il cantiere procedo in questo modo.
Riporto alcuni traguardi segnati sulla base del cantiere sulle staffe di supporto cercando di essere più preciso possibile anche se in questi particolari la precisione non è proprio il suo forte vedi come sono stati realizzati al laser questi particolari (laser con l' alzheimer?‎)



imposto i supporti di poppa e di prua a secco e incollo alla base i collari verificandone la perpendicolarità. In questo modo quando si imposterà il quinto n° 3 si potrà spostare di quel poco che basta tutta la chiglia in avanti o in dietro come chiamerà.
Il tutto rimarrà a secco fino al completamento della parte superiore del cantiere in modo tale da poter gestire il complesso ottenendo che il quinto n°3 si incastri correttamente sugli inviti sia per il madiere che per ginocchi o scalmi in quanto non so ancora quale parte del quinto vi vada ad incastrarsi sulla parte alta del cantiere.
Chiaramente i supporti di poppa e prua



dovranno essere perfettamente e rigorosamente ortogonali.
A questo punto non mi pare che vengano assicurati prua e poppa alle relative staffe di supporto. Non so come procederà Hachette ma nel caso non lo prevedesse li ancoro io per avere tutta la chiglia sia perfettamente ortogonale che fissa in modo da accogliere i quinti sia ortogonalmente in verticale che in orizzontale senza che vada di qua e di la.
Il problema è che i supporti sono molto più larghi sia della ruota che del dritto e quindi, allestite le ganasce, provvederò ad imbonire lo spazio tra queste, il dritto e ruota, con del cartoncino controllando l'ortogonalità della chiglia.



Importante è che a questo punto, chiglia e supporti di poppa e di prua non vengano incollati. Alla fine inserisco a secco il madiere del quinto n° 3 nel suo invito verificandone la perpendicolarità e l'ortogonalità orizzontale. Non so se sia meglio assicurarlo sulla base del cantiere con dei blocchetti in modo che non si muova in modo da traguardare la parte superiore.


Per poter avere una corrispondenza agli inviti per i quinti sul piano superiore ho bloccato il quinto n° 3, con degli spezzoni rigorosamente a 90 gradi, in posizione verticale e a 90 gradi rispetto alla chiglia alla chiglia



attenzione, il quinto è solo appoggiato e non incollato.



con la squadretta situata in quel modo sarà possibile inserire il pezzo CA 45 3 CA 46 mantenendo il quinto rigorosamente in assetto. In questo modo sarà possibile completare il cantiere garantendo ai quinti la verticalità sia rispetto al piano che alla ciglia.
Ecco l'insieme prima del completamento delle alzate.


Questo è il risultato finale del cantiere come previsto da Hachette. Il suo assemblaggio mi sembra abbastanza alla pressapoco e non so se poi i quinti si incontrino coi rispettivi alloggi sia al paino inferiore che superiore.



ho pensato di realizzare i montanti verificando la loro perpendicolarità. Al centro



a sugli spigoli




realizzato il tutto a tribordo. Ora aspetto che la colla rapprenda e passerò a babordo.
Prima di installare i montanti è opportuno verificarne l'ortogonalità.



ecco il cantiere allestito con i montanti


A questo punto bisogna allestire il piano superiore, partendo dallo spezzone centrale.



e mi viene subito un dubbio: come faccio poi a inserirlo al suo posto se ci sono già i due spezzoni di poppa e prua? Vado a vedere le istruzioni e trovo che i pezzi CA 44 e CA 46 non ci sono più, ma proprio più.



certo che con i pezzi di prua e di poppa già incollati li si possono comunque inserire con qualche difficoltà, ma queste istruzioni come sono fatte? A voi ogni commento.
Quindi proseguo non incollando i due pezzi come da istruzioni e vado a controllarne l'assetto sul cantiere in allestimento
Bene il quinto risulta quasi pari al piano superiore tanto da entre nel suo alloggio senza difficoltà.



Quindi incollo i due pezzi come da istruzione, e li ripersento per controllare la corrispondenza sui montanti e trovo che il pezzo è abbondante.



va beh! Questa può pure passare ma la precedente proprio no!
Dovrò intervenire per correggere.
Aggiustato togliendo dal montante dove ho più carne



ho divelto i fermi del quinto ed ho spostato verso prua tutta la chiglia di diversi decimi di millimetro in modo d'avere il quinto a 90°.



A questo punto avendo il quinto al suo posto posso incollare i due supporti di poppa e di prua alla base del cantiere. Come si evince i riferimenti grafici alla base sono completamente sfasati, ma a noi non importa più.



Sfilo quinto e chiglia e sui due supporti di poppa e di prua incollo dei fermi per poi bloccare sia il dritto che la ruota in modo ad rendere rigida la chiglia.





Rimetto al suo posto la chiglia e la regolo a 90 ° inserendo un pezzo di carta tra il fermo e la ruota.





posiziono solo per vederne l'effetto. Il pezzo CA41 presenta un evidente dissesto



pur rimanendo inserito correttamente nel dritto cosa evidente visto il fuori asse segnalato in altro post



posiziono il pezzo CA42 che si incastra quasi perfettamente alla ruota



Attenzione i due pezzi CA41 e CA42 sono solo appoggiati in quanto per garantire la perpendicolarità dei quinti e il loro esatto inserimento negli inviti occorre essere in possesso almeno dei quinti VII verso prua e 13 verso poppa
La parte superiore del cantiere di poppa è veramente fuori assetto rispetto al resto. Che sia colpa di Hachette o mia non ha importanza bisogna, bisogna traguardarlo.





Quindi prima di assestare i due tronconi di prua e di poppa della parte superiore del cantiere aspetto di avere i due quinti VII verso prua e 13 verso poppa come già accennato. Intanto li catalogo e li realizzerò al momento che ho definitivamente terminato il cantiere.



Acquistato il n° 10 con l'ordinata (o quinto) maestra che non allestisco fino a quando non le avrò tutte in quanto ho avuto un amara esperienza con la Gemma dove i quinti si sono imberlati pur utilizzando delle tavolette di pero di ottima qualità.
Comunque Hachette proprio su questo numero a pagina 61 conclude: [i]"Conservate le varie ordinate che saranno inserite nella chiglia quando il cantiere sarà terminato"

Inoltre ricordo che si dovrà praticare il quartabuono e lo si dovrà fare fuori opera ovviamente. Ecco un link dove viene documentata la sua realizzazione. Da tener presente che il modellista non va a caso, bensì segue la linea tracciata in precedenza sulla monografia dalla quale è stato rilevata la piantina da incollare sulla tavoletta per realizzare il quinto che questo modellista dopo averlo assemblato lo sta lavorando.
Sulla pagina 62 viene prodotto il disegno con il quale impostare l'ordinata. Ben fatto.
https://www.youtube.com/watch?v=x4tpcgnA_ao
Guardate che le barche non sono fasciate solo al esterno(come nel modellismo tradizionale) , ma pure al interno. Il quinto (o ordinata che sia) rimane al interno del fasciame, come si può evincere da questa foto



Desidero ricordare che su tutte le monografie e quindi pure su quella de La Belle del Boudriot le linee per definire l'angolo di quartabuono sono già segnate sui disegni per realizzare i quinti.



Finito o quasi i cantiere mi pongo una domanda. Ma che cantiere ci è stato fatto realizzare?
Questo è quello della presentazione.



dove il piano superiore è privo degli inviti per i quinti e pertanto mi ero chiesto come fare per allinearli senza il rilievo delle linee del paino inferiore. Però il piano superiore è realizzato con la linea per il quartabuono.
Questi sono quinti pronti per il quartabuono



questo è quello che ci hanno fatto realizzare



questo è un cantiere per La Belle del Boudriot





no comment
Passiamo ora ai quinti o ordinate a dir si voglia.
Per realizzare l'ordinata o quinto che sia, senza problemi di assimetrismo, si può paragonarla al disegno del Boudriot solo per avere una base sulla quale assemblare i vari pezzi.
Non ha gran importanza se non combacia è invece indispensabile che sia simmetrica e che la dima vada senza forzatura al suo posto





Se si prende la Tav. 5 del Boudriot, si vede subito che, in corrispondenza del ginocchio, l’ordinata 3 deve essere un po’ più “grassottella” in quanto lì la sezione non è più rettangolare ma bensì comincia ad essere leggermente “a parallelogramma” a causa del quartabuono (Fig. 2.01).
Confrontando invece l’ordinata con il disegno si può ben notare che non solo non c’è lo spessore per il quartabuono (l’ordinata dovrebbe avere il profilo e la sezione tracciati in blu, con spessore s ), ma addirittura l’ordinata è tutta più “magra” rispetto al disegno per cui, quando ci sarà da cominciare a cartare e “limare” il tutto per realizzare il quartabuono non ci sarebbe "carne" per realizzarlo



Per un montaggio corretto dell’ordinata come da istruzioni Hachette credo che la soluzione sia procurarsi un foglio di carta millimetrata fomato A4 ed incollarlo o fissarlo con puntine da disegno su un riquadro di compensato “morbido” (ad es. pioppo).
Sul foglio (Fig. 2.02) si può segnare un asse (in blu, indicato dalle lettere sovrapposte C ed L ) che servirà da mezzeria di riferimento verticale ed una linea di riferimento orizzontale A-A. dopodichè si provvede a “staffare” il madiere con sei spilli (usare quelli di acciaio, non quelli di ferro dolce), curando al massimo la centratura in verticale e l’allineamento orizzontale.
Il madiere è rappresentato in bianco, gli spilli dai pallini neri 1-2-3-4-5-6.
Tra gli spilli 1-2-3-4 si incastra il ginocchio (in blu) e, assolutamente SENZA COLLA, lo si blocca ulteriormente con gli spilli 7-8-9-10.
Si sfila delicatamente il ginocchio, si incastra in posizione lo staminale (in giallo) e si riposiziona il ginocchio.
Si fissa lo staminale con gli spilli 11-12-13-14 e si incastra in posizione il primo scalmo (in rosso), fissandolo con gli spilli aggiuntivi 15-16-17-18. (sempre senza colla)
Si sfila il primo scalmo, si posiziona il secondo scalmo (in verde) e si riposiziona il primo scalmo.’
Sulla dima si traccia CON ESTREMA CURA la linea di mezzeria verticale,, dopodichè la si inserisce nel suo incastro nell’ordinata e la si posiziona PERFETTAMENTE IN SQUADRO con l’asse di mezzeria, fermandola poi sul piano con gli ultimi quattro spilli 19-20-21-22: in tal modo la dima può scorrere orizzontalmente ma non può spostarsi verticalmente.



A questo punto ci sono due alternative
- La mezzeria della dima non combacia con l’asse tracciato sul foglio
In tal caso, dopo aver tracciato sul foglio i contorni della semiordinata con una matita a punta fine, si rimuovono gli spilli dal N° 7 al N° 18 (Attenzione: gli altri spilli devono rimanere in posizione), si rimuovono i componenti delle ordinate, si fa scorrere in posizione corretta la dima in modo che il suo asse combaci perfettamente con l’asse di mezzeria e la si blocca temporaneamente con uno spillo provvisorio (N° 23 - in blu).
Dato che l’errore dovrebbe essere abbastanza ridotto, si ripete il procedimento di montaggio dei componenti dell’ordinata.
Unica differenza rispetto al primo montaggio sarà che, facendo riferimento alle linee tracciate sul foglio, partendo dal madiere si dovrà correggere gradualmente la posizione di ogni singolo componente fino a far combaciare l’incastro con la dima. Inoltre i vari pezzi verranno bloccati inserendo nuovamente gli spilli in posizioni leggermente scostate dalle precedenti (non si possono usare gli stessi fori). Completato il montaggio della semiordinata di sinistra, si traccia una linea B-B perfettamente simmetrica rispetto al suo profilo interno e si montano i componenti della semiordinata di destra incollando tra loro tutti i pezzi.
- La mezzeria della dima combacia con l’asse tracciato sul foglio.
Si passa direttamente alla fase finale (tracciatura della linea B-B e montaggio dell’altra semiordinata).
Ovviamente il procedimento dovrà essere ripetuto per ognuna delle ordinate.
Guardando la parte inferiore dell’ordinata o, meglio, sulla tacca praticata nel madiere per l’incastro nella chiglia si nota che, anche considerando la “magrezza” dell’ordinata rispetto al disegno (foto 2.04), la tacca sull’ordinata risulta troppo larga rispetto a quella sul disegno (Larghezza L2 anziché L1)
Incastrandola sul pezzo CH2 della chiglia l’ordinata risulta con incastro perfetto, praticamente senza gioco.



In pratica, i tre pezzi sono tutti dello stesso spessore, senza l’assottigliamento necessario all’estremità inferiore del dritto di poppa per l’incastro del torello e del corso di fasciame immediatamente adiacente
Riserviamo ora una particolare attenzione alla battura.
In pratica i tre pezzi della chiglia sono tutti dello stesso spessore, senza l’assottigliamento necessario all’estremità inferiore del dritto di poppa per l’incastro del torello e del corso di fasciame immediatamente adiacente (Fig. 2.03 - Poppa di scafo francese del 1670 circa).



stando alle istruzioni, tutti i pezzi devono essere incollati insieme così come sono, vale a dire tutti con il medesimo spessore.
E’ chiaro che se lo scafo rimanesse tutto con ossatura a vista il problema potrebbe essere accantonato (ma sarebbe comunque una falsità storica: i modelli d’arsenale “originali”, anche se senza fasciame al di sotto degli incintoni, la battura ce l’hanno eccome - Foto 2.05 e 2.06)
Due foto “prese a caso” di due modelli originali d’arsenale inglesi conservati presso lo SCIENCE MUSEUM di Londra dove si evincono il
dettaglio della prua di un vascello a tre ponti dell’inizio del XVIII secolo
e il dettaglio della prua (a sinistra) e della poppa (a destra) di un modello di vascello inglese a due ponti dell’inizio del XVIII secolo (HMS CAPTAIN -1708
Foto M.Mercuri (ANB)





Ma il modello Hachete sul lato sinistro dovrà avere il fasciame completo, per cui qualcosa dovrebbe (o, almeno, assolutamente dovrà) essere previsto. E’ evidente che realizzare la battura (anche su un solo lato) quando le ordinate sono già montate è un bel lavoro “infame” (direi quasi impossibile) ma, pur fattibile, è comunque un lavoraccio anche farla dopo che la chiglia è stata assemblata con dritto di poppa e ruota di prua.
Mi sono chiesto: come diavolo era fatta veramente la battura in que- sto scafo?
E qui si scopre veramente un “enorme pasticcio” Esaminiamolo
Dai disegni di Boudriot (Tav. 4 e 5) si può osservare che lo scasso nei madieri è largo circa 6mm (in scala 1:24 - Fig. 2.04 qui a lato - Dettaglio ordinata 3 poppiera).



Ma se si va alla Tav. 3, si vede chiaramente che , nella sua parte inferiore, la chiglia è larga oltre 7mm, sia pure con una differenza nella parte superiore tra la vista da poppa e la vista da prua (Fig. 2.05)



Osservando i disegni vengono spontanee due domande
-Le due figure possono lasciare qualche dubbio, (ne parliamo subito qui di seguito) ma è chiaro che lo scasso per l’incastro delle ordinate è più stretto della larghezza della chiglia (in scala 1:30 circa 5mm anziché i 6mm dello spessore della tavoletta di pero da cui la chiglia è stata ricavata).
Come era fatta, secondo Boudriot, quella chiglia?
Un’ idea per la parte centrale può essere data da uno dei due schizzi nell’angolo in alto a destra della Tav. 4 e dal disegno della sezione all’ordinata M già riportato nel forum, disegno che però, se paragonato allo schizzo sulla tav. 4, sarebbe mancante di alcune linee estremamente importanti per capire il tutto



Come andrebbe modificato il disegno



Quanto illustrato sopra vale per la sezione centrale dello scafo, dove la chiglia è singola, cioè un pezzo solo, non due sovrapposti come ha fatto l’Hachette
A questo punto viene da chiedersi come era fatta la chiglia alle due estremità o, meglio, come Boudriot l’aveva pensata.
Per avere una risposta occorrerebbe analizzare una per una tutte le ordinate dalla 10 (posteriore) verso poppa e dalla 7 (anteriore) verso prua, controllare gli scassi e cercare di far combinare quelli sulle ordinate con quelli sui due pezzi di controchiglia, quello poppiero e quello prodiero.
Inoltre c’è un altro dubbio ed è la strana posizione del torello, distaccato dal madiere: è chiaro che il bordo inferiore del torello può essere inchiodato alla chiglia (ci sono quelle specie di “alette” laterali che fanno da appoggio), ma il bordo superiore non può essere inchiodato alle ordinate, a meno di non rischiare di spac- carlo.
La risposta la si può trovare in una tavola di Landström presa dal volume sul VASA, ma il VASA era una costruzione di netta scuola olandese di quasi sessant’anni antecedente alla BELLE e, a parte La BELLE, nelle documentazioni francesi (almeno quelle che ho io) non c’è traccia di tale configurazione.
In conclusione, data la “strana” configurazione disegnata da Boudriot (che nella parte centrale porta inevitabilmente a ipotizzare una situazione come lo schizzo qui in alto), ritengo che per i nostri scopi non valga assolutamente la pena di perderci altro tempo e passare direttamente alla Soluzione FRÖLICH
Al centro della Tav. 6 Boudriot ha inserito una sezione in corrispondenza dell’ordinata 3 con una sezione della chiglia in completo contrasto con quella alla Tav. 10 in corrispondenza dell’ordinata M, e questa probabilmente ha dato l’idea al Frölich per una “birichinata semplificativa”, in linea con quanto aveva già fatto con il modello de L’AMBITIEUX.



In pratica lui ha ridotto lo spessore della chiglia nella parte superiore rendendolo uguale alla larghezza degli scassi nelle ordinate e, parimenti, ha tenuto lo spessore delle due contro- chiglie di poppa e di prua uguale a quello della parte più sotti- le della chiglia. Se si accetta tale soluzione, basta riprendere quanto ha inserito il 18 maggio Mr. John Silver in uno dei miei forum
"Per di più la storiella della battura non è come ho letto nei vari post (e qui ha ragione) La Belle aveva una chiglia senza controchiglia calettata, mentre nei quartieri estremi, quindi di prua e di poppa, ha degli allungatori che si prestano ad essere calettati per ricevere i forcacci a poppa e gli zangoni a prua, in pratica ci troviamo a centro nave con una chiglia larga tot e sopra essa una controchiglia di minore larghezza (senza calette - significa che la chiglia è tutta di un pezzo?) che riceve i madieri delle rimanenti coste. La battura quindi a centro nave non ha due canti come nella regola, cioè il canto inferiore e quello superiore che foggiano un "triangolo" dove si inserisce il torello, ma ha solo il canto inferiore che è appunto foggiato dalle due differenti misure tra chiglia e controchiglia ( io avrei scritto “dai due differenti spessori della chiglia, quello della metà inferiore e quello della metà superiore) che formano così un gradino. In pratica nel La Belle la battura si deve eseguire solo sul dritto di poppa dietro la pettiera, cioè l'insieme dell'arcaccia. A prua si foggia nella stessa maniera di centro nave: la controruota è minore di larghezza della ruota e quindi questa differenza forma uno scalino che è, di fatto, il canto inferiore della battura.



Come si è visto nella pagina precedente, l’interpretazione dei disegni di Boudriot porterebbe ad altre solu- zioni ma, se si accetta la “semplificazione Frölich” va bene così Il problema però è che, in Hachette tale soluzione non è certo la più felice in quanto gli scassi nei madieri delle ordinate hanno una larghezza pari allo spessore per cui, se si assottiglia la metà superiore della chiglia, poi le ordinate “ballano” nell’incastro, a meno di non mettere due piccoli spessori di compensazione (uno per lato) in ogni incastro.



Il motivo per portare lo spessore a 4mm è dovuto al fatto che i listelli più sottili per il fasciame “dovrebbero” essere spessi 1mm (non mi risulta che siano disponibili listelli di pero più sottili, ma non si sa mai), per cui, se si esamina la zona cerchiata in rosso in Fig. 2.03, il calcolo è presto fatto (Fig. 2.12)



Ovviamente, volendo evitare tutto il lavoro di spessorazione come da Fig. 2.10, la battura andrà fatta solo nella zona in azzurro, nella parte centrale secondo lo schema alla sezione M della Tav. 10 del Boudriot, mentre alle estremità di prua e di poppa le zone ove asportare materiale dovranno essere ampliate come si può vedere su questao disegno



A questo punto uno si domanda ma questa stramaledetta battura come, dove e soprattutto quando, deve essere realmente fatta?
come:a mano non è certo semplice, con una fresa è meno difficile ma occorre comunque una grande attenzione
dove: al momento mi pare non ci possa dare una risposta.
quando: a mio avviso è giocoforza aspettare fino a quando non saranno disponibili TUTTE le ordinate nonché i pezzi delle strutture di poppa l’arcaccia completa e le conchiglie di prua formate dagli scalmi di cubia
Inoltre se si riporta sul disegno originale il profilo del dritto e del ginocchio di collegamento tra dritto e chiglia, si trova una configurazione come quella illustrata in Fig. 2.13.



Il profilo dei pezzi Hachette è quello indicato dalla linea tratteggiata gialla e blu e risulta chiaramente che:
Il ginocchio è molto più grande che nei disegni originali e le ordinate 15 e 16 sono spostate (forse c’è qualche piccola differenza anche tra le tavole del Boudriot, ma qui mi sembra che la differenza sia “un po’ tanta”)
Il dritto di poppa Hachette ha cinque scassi per l’incastro dei pezzi dell’arcaccia, che quindi si posizioneranno ben più arretrati verso poppa rispetto ai disegni originali (dettagli tratteggiati in rosso?)
E’ evidente che la battura per il fasciame dello specchio dovrà essere spostata in posizione più arretrata, ma esattamente dove?
Alla luce di tutto questo è assolutamente chiaro che, per forza di cose, prima di fare la battura occorrerà aspettare “pazientemente” di avere TUTTI gli elementi per definire dove posizionarla, aspettando che Hachette magari inventi un qualche escamotage. Se non lo farà Hachette e baja mondo lo farò io avendomi fatto un idea di come realizzare 'sta cosa da questa ricerca. Ovvimente illustrerò come farò!
Per il momento mi raccomando: NON INCOLLARE ALCUNA ORDINATA ALLA CHIGLIA (magari per “vedere che effetto che fa”) perché, se ci si lascia tentare, dopo sì che diventa un bel guaio (fare la battura su una chiglia nuda non è uno scherzo, ma farla su una chiglia con già delle ordinate montate è un bel problema).
A questo punto mi sorge una domanda

MA COME DIAVOLO ERANO FATTI QUESTI ACCIDENTI DI SCAFI FRANCESI ALLA FINE
DEL ‘600?
Ebbene, qui siamo fortunati in quanto abbiamo un documento decisamente importante che è L’ALBUM DE COLBERT, epoca 1670 circa.

Sinceramente non so se esistano altri documenti originali del 17° secolo che possano contraddire o anche solo “dare un’alternativa” a Colbert (io almeno non ne conosco, né tantomeno li ho, ma questo non significa che non possano esistere), ma i disegni riportati nell’ALBUM mostrano con estrema chiarezza le varie fasi di costruzione di uno scafo francese dell’epoca, partendo dalla posa della chiglia e fino al completamento dell’alberatura.
Orbene, come diceva Santi-Mazzini,
…. Per documentarsi adeguatamente bisogna basarsi sugli originali d’epoca: le fonti attuali sono solo delle elaborazioni di tali originali, spesso con variazioni inserite dall’autore che, magari, ha voluto “metterci del suo” per una migliore comprensione a tutti i lettori attuali delle parti più “astruse” dei testi di diversi secoli fa.
Io ho sempre avuto una grandissima ammirazione e considerazione per Boudriot e la sua opera, ma quanto ho scoperto in questi ultimi giorni di studio approfondito, comparando diversi testi della collana da lui curata, mi ha purtroppo confermato le riserve che molti modellisti hanno sempre avuto al riguardo. Ovviamente non sono all'altezza di giudicare un Boudriot, ma tante osservazioni fatte da chi può farle ora mi sembrano possano essere confermate
De La BELLE ne abbiamo trattato in abbondanza, ma quella era “una barchetta”.
Però, se si prende l’AMBITIEUX, (e quello è uno scafo bello grosso) anche lì si trovano le ordinate disegnate in modo abbastanza “discordante” l’una dall’altra per quanto riguarda la giunzione con la chiglia (soprattutto nella parte centrale), tanto che il “solito” Frölich ha interpretato il tutto con una certa “libertà”, come si può vedere dal disegno a pag. 36 del suo volume L’ARTE DEL MODELLISMO







Ritornando al problema battura, anche J.C.Lemineur ha dato due diverse interpretazioni, una nella monografia del Le FRANCOIS (1683) in cui ha ripreso praticamente il Frölich, ed una nella monografia della fregata L’AURORE (1697).
La monografia della fregata (un’altra opera bellissima) è di diversi anni più recente rispetto a quella del Le FRANCOIS e, evidentemente, l’autore li ha impiegati studiando Colbert (anche se di quasi trent’anni antecedente al varo de L’AURORE) e disegnando i piani esattamente in accordo a quanto riportato ne L’ALBUM.
La differenza? Inserisco una copia di una sezione centrale della fregata (Fig. 2.14): la zona della chiglia è cerchiata in rosso e si vede che l’ordinata è semplicemente “appoggiata” sulla chiglia, senza alcun incastro e poi, ovviamente, inchiavardata con un tirante in ferro (l’ho appena ipotizzato in rosso) che blocca insieme chiglia, ordinata e paramezzale.



Concludendo direi una cosa molto semplice: Hachette ha lanciato sul mercato un prodotto che riguarda il modellismo e per la prima volta realizzato non con le semplici ordinate ma con i quinti. Tale opera è stata definita d'arsenale e qualcuno potrebbe pure dire in ammiragliato, ma non è il caso nemmeno di accostamento.
Quindi che fare? Ma continuare corpo di bacco e se i modellisti di Hachette commettono errori, orbene noi credo tutti assieme saremo in grado di correggerli, portare le opportune modifiche e se alla fine il modello non sarà strettamente d'arsenale o d'ammiragliato che importanza ha. Noi che lo finiremo avremmo capito cosa siano queste due tecniche e fatto tesoro di questa esperienza potremmo certamente e con successo dedicarci in seguito a queste due meravigliose tecniche

Il modellismo è la riproduzione dell’originale in piccolo, da fare con cura ed attenzione al minimo dettaglio, spingendo la ricerca storica e la fedeltà ricostruttiva “fino all’ultimo chiodo”. Questo va bene per modellisti capaci ma per uno come me alquanto da strapazzo va pur bene realizzare dei simulacri con ogni mezzo a disposizione.
Esempi: i volantini di chiusura e apertura dei boccaporti sulla Amerigo Vespucci li ho realizzati con bottoni automatici di dimensione adeguata.
Quindi i miei migliori auguri a chi vuole come me proseguire con La BELLE incurante degli ostacoli da superare, ma ben lieto che ci siano in quanto stimolano positivamente.
Debbo dire la verità: gli strafalcioni riscontarti su Hachette non mi hanno demoralizzato, al contrario mi hanno stimolato alla ricerca e al confronto cosa che un modellista da strapazzo come me dovrebbe comunque fare.

Dopo tutta questa ricerca mi è venuta un'idea sul come eventualmente realizzare la battura in modo empirico, sempre che Hachette non indichi come fare. Visto che i migliori si prendono delle libertà, perchè non le posso prendere anch'io che sono una schiappa?



Per dare un idea prendo ad esempio questo disegno riportato dal Boudriot. Potrei ingrossare la chiglia (A) con dei listelli adeguatamente dimensionati (B) dopo che ho realizzato lo scheletro, tolto la barca dal cantiere e prima di iniziare il rivestimento. Questo in quanto nessuno può sapere quali sviluppi potrà avere in Hachette questa questione, fare quindi la battura adesso basandosi semplicemente sui disegni originali della monografia può essere estremamente rischioso.
In effetti c'è parecchio spazio tra il madiere n° 3 e il fondo della chiglia per lo meno quanto le staffe di supporto.



Questo è modellismo d'arsenale, riportato da testi specifici e da monografie illustri che ogni modellista, che opera a tal riguardo, dovrebbe consultare. Questa ricerca l'ho fatta per me che, pur con quarant'anni di modellismo, non si era mai avvicinato alla tecnica d'arsenale, pur avendo realizzato nel tempo una vasta biblioteca a tal riguardo solo per la propria voglia di imparare. Non si nasce ingegneri navali, ma lo si diventa studiando sui testi specifici. Non sono ovviamente laureato in ingegneria navale antica, ma per lo meno ora ci mastico un po' sopra. Ho creduto opportuno quindi condividerla con altri postandola su alcuni forum. Gli autori dell'opera che Hachette pubblica e che viene definita in arsenale (lo affermano loro non io) hanno chiesto di commentare il proprio operato ed eventualmente integrarlo con proposte documentate, come dal resto chiedono tutti i fautori di monografie, ed è quello che cerco di fare anche con interventi di altri volonterosi.
Che ne dite.
Battura effettuata sulla chiglia della Gemma con fresatrice Proxxon MF 70



e sul dritto di poppa



Ciao e per il momento concludo qui aspettando nuove argomentazioni da Hachette!
Amici mi permetto di postare quanto ho appreso in altro forum esclusivamente navale
Salve OLI
Premetto di essere un principiante riguardo il modellismo navale ed è la prima volta che partecipo ad un forum.
Spero di non combinare guai, e se succedesse faccio le mie scuse in anticipo.
Trovo interessante questo Suo argomento riguardanti le anomalie e gli errori riscontrati nell’ opera de La Belle. Per un inesperto come me, che ha deciso di provare questa esperienza, non poteva capitargli niente di meglio e a tal proposito non posso che ringraziarla.
Vorrei mostrarle la base che ho ideato per assemblare i quinti.
La base è multistrato da 22 mm di spessore
In alto in centro c’è il fermo per le dime che accompagnano i vari quinti dell’opera. Su queste dime pratico un foro centrale per bloccarle infilandole nella vite presente sotto il fermo, il foro è leggermente più grande per permettere di posizionare correttamente la dima riferendosi al foglio millimetrato.
In basso al centro, in asse e perpendicolare al fermo delle dime, c’è la “chiglia” dove si innesta il madiere.
Questa “chiglia” è scorrevole, sempre in asse al fermo delle dime, per utilizzarla per tutti i quinti.
Tutti i legni asolati messi a raggiera servono per appoggiarsi ai vari componenti dei quinti dopo che questi sono posizionati correttamente riferendosi sempre al foglio millimetrato.
L’ultima foto è ciò che ho utilizzato: viti M 4, dadi alettati, rondelle e boccole filettate.
Per non rovinare il foglio millimetrato interpongo tra questo e i quinti un foglio lucido.
OLI La ringrazio ancora, spero di non essere stato invadente o inopportuno.
Buon lavoro
Giuliano











Questa è la mia risposta
Mamma mia bounty! Grazie per i ringraziamenti. Sono felice che a qualcuno sia stata utile la mia ricerca. Ma ora sono io invece che ti ringrazio per la tua idea sulla realizzazione dei quinti, molto interessante. Ho scaricato il tutto e lo posterò in altri forum per aiutare coloro che vogliono progredire. Spero che diversi accoglieranno con interessa la tua proposta. Per quei pochi che ci rideranno sopra ci facciano buon sangue.
Grazie ancora
OLI
Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  Albatros il Mer Lug 05, 2017 7:12 pm

Ciao Mario, .... in due, tre giorni ho letto quasi tutto ciò che hai scritto.
Ero curioso di vedere questo modello a fascicoli e leggendo i problemi che hai riscontrato sono un pò deluso del materiale fornito e dei numerosi problemi che stai incontrando.
Vedo però che ti sei organizzato e stai studiando ogni singolo particolare che realizzi, magari il modello non verrà un granche ma di sicuro ne uscirai con un notevole bagaglio culturale.
Mauro
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Mer Lug 05, 2017 7:59 pm

Grazie Mauro! E' vero! Per me almeno le difficoltà mi stimolano per progredire. Comunque "tirem innans!"
Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Ven Lug 07, 2017 1:15 pm

Arrivato il n° 11. Meglio tardi che mai! Io comunque l'avevo comperata subito. Era pure logico visti gli accenni a quella monografia.



Con questo numero si può allestire il quinto n° 16 il penultimo verso poppa.
Perfetto. Quindi posso sistemare il piano superiore di poppa traguardandolo su questo quinto.
Ad un primo superficiale controllo, sembra che i quinti verso poppa siano centrati, alla belle meglio, ma centrati.
Se ci sarà da aggiustare sarà poca cosa!
Era ora



vedremo cosa ci proporranno.
Speriamo che per la battura tocchi alla prossima, non possono ignorarla visto il riferimento al Boudriot di cui sopra
Altra cosa importante:



ovviamente per il pericolo che si sgangheri. Io ho solo realizzato la n° 3 e questa n° 16 per traguardare i due piani: basso e alto verso poppa. Per quello di prua al quinto possibilmente più vicino alla ruota.
Intanto i due quinti li tengo in asse con un elastico.
Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  Albatros il Ven Lug 07, 2017 6:35 pm

I pezzi che compongono questa ordinata non sono tagliati in modo corretto, il taglio dovrebbe essere all'incirca quello che ho riportato io in rosso.


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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Ven Lug 07, 2017 8:02 pm

Per carità Albatros non solo sono tagliati in modo corretto, ma il laser che hanno usato deve avere l'Alzheimer!
Per assemblare questo quinto ho provveduto a fermare gli scalmotti nella loro dima bloccandoli con spilli fermacarte su una tavoletta in piano.
Impostando poi il madiere e verificando la sua posizione.
Sempre a secco impostati i due staminali e verificata la loro simmetria incollati e fissati sempre con fermacarte



a colla rappresa, livellato i punti di contatto da residui di colla senza staccare nulla, incollati gli scalmi e loro fissaggio con fermacarte.



Aspettiamo che tutto rapprenda.
Metodo abbastanza empirico, ma visto che la precisione qui non è che proprio stia di casa credo che non valga la pena di
effettuare, almeno per ora, degli aggiustaggi.
Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  Davide il Ven Lug 07, 2017 8:18 pm

Premetto che non ho nulla di personale con i fascicoli vari, l'idea di questa iniziativa di Hachette in un certo verso non è male, anche se da me non è condivisa, ma chiaramente deve avere e avrà adattamenti commerciali/modellistici poco consoni al vero spirito del modellismo d'arsenale, la palestra la fai sui pezzi tagliati dalle tue mani dopo aver guardato mille e mille volte i piani e compreso come deve essere fatto il pezzo in questione è questo per me l'inizio di una lavoro in arsenale, conclusione sono soldi buttati, arricchisci solo loro ma non il tuo bagaglio perché lavori su cose sbagliate concepite per scopi commerciali. Ribadisco che questa è solo la mia opinione personale, sicuramente il tuo lavoro meticoloso servirà ad altri ma il modellismo d'arsenale come è il nome di questo forum per me è altra cosa.

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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Ven Lug 07, 2017 9:16 pm

Sono perfettamente d'accordo con te per niente avevo chiesto il permesso. Visto che me l'hanno concesso posto il mio lavoro, che si basa soprattutto sulla ricerca e sul confronto, cose che non avrei mai affrontato se avessi seguito soltanto la biografia del Boudriot. Credo che come dici tu "la palestra la fai sui pezzi tagliati dalle tue mani dopo aver guardato mille e mille volte i piani e compreso come deve essere fatto il pezzo in questione è questo per me l'inizio di una lavoro in arsenale, conclusione sono soldi buttati, arricchisci solo loro ma non il tuo bagaglio perché lavori su cose sbagliate concepite per scopi commerciali" infatti la palestra la faccio pure qui (anche se non taglio i pezzi io) in quanto devo studiare ogni volta cosa combinano e come procedere confrontandomi col Boudriot, apportando le dovute modifiche.
Questo è un una specie di specchietto per le allodole dove ci cascheranno tanti impreparati pensando "che bello faccio l'arsenale in barba a tutti" già riscontrato in altri forum, ma alla fine non so cosa si troveranno in mano.
Sto elaborando ora il piano superiore del cantiere che è tutto fuori squadra, compreso il quinto che è imberlato nella parte degli scalmotti.
Devo rimediare ad una sacco di cose e domani posterò cosa ho combinato.
Non so se i pezzi che mi sono capitati sono difettosi solo nel mio caso, ma se sono tutti così o peggio, coloro che hanno impostato il cantiere senza riscontri no so come potranno procedere.
Per impostare il cantiere fino ad ora ho impiegato più di 10 ore di misure e riscontri e non è ancora finito. Per il quinto imberlato non c'è problema al momento della realizzazione del angolo di quartabuono e conseguente assemblaggio delle cinte si potrà assestarlo con una certa facilità, non curandoci della precisione che qui manca. Per essere sincero non è poi che io sia molto più preciso sai!
Sai questo putiferio mi avvince e mi stimola a trovare le soluzioni.
A proposito per il quinto di maestra (qui denominata ordinata M) Hachette predispone un disegno in scala 1:1



Insomma potevano farlo anche per gli altri quinti oppure l'han fatto solo per la "maestra" per paura d'essere bocciati?  
Ciò ciapa! Con il n° 11 inizia questa nuova rubrica.



a parte che io l'ho comprata subito e menomale! Ora ci vorrà del tempo per molti a capire qualche cosa su la Belle del Boudriot. Comunque il tempo sarà loro amico o nemico? 
Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Sab Lug 08, 2017 5:49 am

Impostato il quinto sul sedicesimo invito sia dritto che rovescio, per controllare la sua ortogonalità. Lo scalmotto risulta  svirgolato



e non entra in posizione dritta in quanto non è stato raccordato al bracciolo del dritto



comunque si può procedere ugualmente per il suo assetto a 90°



il piano superiore di poppa è scentrato verso prua e sormonta la parte centrale



Segnata l'eccedenza




Segnata ed eliminata dal piano superiore la parte in eccedenza



non ci siamo ancora. Il quinto non è a 90°



quindi ulteriore abrasione della parte eccedente sul piano di poppa verso prua. Riscontro



ora ci siamo con verifica sia con il quinto dritto che rovescio. Foto con il quinto dritto. C'è del lasco tra i due piani centrale e di poppa, ma in un punto che non ha alcun riscontro sull'ortogonalità dei futuri quinti.



Salvo che non siano svirgolati
Aspettiamo istruzioni per ancorare il madiere al sedicesimo invito sul bracciolo del dritto, come indicato del trafiletto giallo dei post precedenti.
Intatto andiamo a fissare la parte di poppa del piano alto controllando e mantenendo l'ortogonalità del quinto



A questo punto possiamo sistemare i due quinti allestiti in una scatoletta con la dima tenuta da un elastico.
Da considerare che con un riscontro con lo stesso quinto della monografia del Boudriot, dopo aver in qualche modo adeguato al scala, si nota che le due La Belle hanno un profilo diverso. Credo che alla fine non sia poi così importante salvo che i quinti rimanenti abbiano lo stesso andamento.



Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Ven Lug 21, 2017 1:09 pm

Arrivato il n° 12 con quinto (ordinata) n° 12 che metto da parte.
Interessante la parte didattica!
Mi permetto di fare una osservazione.
Nella rubrica "Velieri nel Tempo" potrebbe essere pure inserita la parte riguardante l'arcaccia della rubrica "Modellismo d'Arsenale",mentre in tale rubrica sarebbe molto più utile descrivere come realizzarla. Certo che si può far riferimento ai vari diari di costruzione esistenti su molti forum, ma questo non mi sembrerebbe  consono ad una pubblicazione che avrebbe il compito primario di introdurre un neofita nel mondo del modellismo d'arsenale.
Il riferimento alla monografia del Boudriot nella rubrica "Le tavole de La Belle" è indispensabile per capire come procedere nella costruzione de La Belle Hachette e di questo le rendo onore.
Rapportarsi sia ai 74 cannoni (io ce l'ho) che alla monografia de La Belle del Boudriot (io ce l'ho) indispensabili per chi vuole cimentarsi con il modellismo d'arsenale, almeno nella costruzione de La Belle Hachette è basilare. Un neofita non può limitarsi a seguire solo le istruzioni di Hachette, che tra l'altro, cerca di invogliare il modellista alla ricerca.
Arrivato il n° 13, con l'ordinata n° 14 che per il momento accantono.
La parte enciclopedica mi sembra assuma un aspetto molto interessante. Peccato che le istruzioni siano state (almeno fin ora) piuttosto buttate la!
Inoltre da segnalare il pressapochismo  del taglio laser e delle misure che non combaciano, ma che comunque non costituiscono alcun problema dato che in ogni caso, se uno li realizzasse  col seghetto, sarebbero comunque da assestare.
Dal prossimo numero verranno allegate le dime di carta per ottenere gli angoli di quartabuono.
Bene
Procedemus donca: mi sembra su una strada meno accidentata.
Arrivato il n° 14 con l' ordinata n° 17, la dima per la medesima e quella per la parte poppiera. Inoltre è allegata la sagoma (blu e rossa) per realizzare dentro e fuori l'angolo di quartabuono.
Sono pure indicate le istruzioni per sistemare tale ordinata.
Io non li capisco questi. Le istruzioni si fermano con la seguente dicitura: Conservate l'ordinata n°17 con le sagome incollate. La finitura definitiva sarà completata con il montaggio dell'arcaccia.
Io ovviamente aspetto di realizzare l'arcaccia e lascio quindi tutto in sospeso.
Non mi avventuro più in realizzazioni precarie senza verifica ( vedi tagliamare) con l'ordinata lasciata incompleta e rifinita chissà quando e come.
Devo ancora finire di allestire il cantiere (piano superiore prodiero) in quanto non ho ordinate come campione.
Comunque le istruzioni mi sembrano comprensibili ad alla portata di tutti.
Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Gio Ago 03, 2017 1:27 pm

Arrivato il n° 15 con la realizzazione del "forcaccio d'apertura" Lo metto via. Voglio prima di tutto concludere il cantiere e poi vedrò il da farsi anche perché questo numero finisce co l'indicazione, "Avete completato la prima parte della costruzione dell'arcaccia. Nel prossimo fascicolo proseguirete con la realizzazione del dragante che sarà fissato al "forcaccio d'apertura"
Quindi aspetto il prossimo fascicolo per vedere cosa afre.
Come ho già detto e ridetto non mi fido più a costruire alla cieca.
Per coloro che non fossero in possesso di una certa documentazione risulta molto interessante la parte didattica.
Arrivato il n° 16 con il dragante. Ovviamente anche in questo numero si rimanda al dopo.



aspetto quindi di ricevere tutti i pezzi per confrontarli e quindi procedere all'assestamento tutto d'un pezzo.
Le istruzioni sono abbastanza chiare.
Buona la parte didattica.
Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Gio Ago 17, 2017 1:00 pm

Arrivato il n° 17 con spugnetta abrasiva, ancora di stiva e gaisoni.
Hachette raccomanda:



cose giuste che molti conoscono già, ma che fanno bene a sottolineare.
Ecco perchè tengo in sospeso la realizzazione dell'arcaccia, la sistemerò quando loro diranno che è finita e che si può montare. Non mi fido poi tanto e non vorrei trovarmi davanti a brutte sorprese come per il tagliamare.
Comunque le spiegazioni mi sembrano moto ben fatte.
Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Gio Ago 24, 2017 2:19 pm

Arrivato il n° 18 con le alette che accantono momentaneamente. Mi sono fatto un programma in funzione delle difficoltà che ho incontrato nell'allestire il cantiere. Hachette lo ha già impostato ma non mi fido a finirlo se non dopo aver verificato la posizione dei quinti di prora. Quindi sono rimasto bloccato volontariamente a quel punto. Inoltre ho intenzione di lavorare i quinti all'ultimo momento avendo avuto qualche problema con quelli della Gemma. Li realizzo e poi li monto subito, così incastrati nel cantiere non si svirgolano.
Ottime le dime per realizzare i pezzi futuri.
Inoltre molto  interessanti le note.
Dai che con un po' di buona volontà e perseveranza si va avanti.
Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Sab Set 09, 2017 1:01 pm

Arrivata copertina raccoglitore! Orpo costicchia! 7 € Amen.
Sono arrivato al n° 21 con la settima parte dell'arcaccia: gli scalmi che accantono.
Come già detto aspetto che arrivino alcuni quinti di prora per sistemare l'analogo piano superiore del cantiere.
Inoltre quando sistemerò i quinti li monterò direttamente.
Per questo aspetto notizie sulla battura se si farà o meno.
Se si farà sulla chiglia, ovviamente seguirò le istruzioni, altrimenti come già presentato a suo tempo mi rifarò al Boudriot con una piccola escamotage.
Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  giuseppe molisani il Sab Set 09, 2017 10:20 pm

ciao Mario,
amch'io mi sono preso qualche giornata ed ho letto e seguito ogni tuo commento....stai facendo un lavoro di controllo efficace ed entusiasmante.
Sinceramente all'inizio ero molto scettico su questa pubblicazione dell'Hachette e purtroppo lo sono tuttora.
Mi spiego meglio,con il tuo avanzamento credevo che costruire un modello in arsenale non fosse (con tutti i pezzi belli e pronti) cosi difficile ma da modellista esperto che sei,ho notato che hai trovato enormi difficoltà nell'avanzamento e quasi quasi era meglio costruirlo senza fascicoli.
Quindi mi sorgono molti dubbi su quelle migliaia di modellisti che si sono avvicinati a quest'impresa,qual'è la loro preparazione in questo genere di modellismo?Sappiamo benissimo quante volte abbiamo dovuto rifare un pezzo e in questo caso,questa marea di seguaci sono in grado di rifare,avere il legno adatto e soprattutto i giusti macchinari per la lavorazione.Oppure queste migliaia di modellisti non sbagliano mai?
Quindi il mio dubbio aumenta ancora,perchè se un modellista possiede tutte le nozioni nautiche ,se sa dove trovare tutte le qualità e spessori di materiali e possiede tutti i macchinari adatti,non capisco perché debba mettersi a costruire un modello in arsenale in scatola di montaggio!!
Un ultima domanda che sicuramene ti sarai posto,a conti fatti quanto verrà a costare quest'avventura?
ti auguro ancora buon lavoro e continuerò a seguirti
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Dom Set 10, 2017 9:16 am

Ciao Giuseppe. Vedi la tecnica d'arsenale è : "la tecnica d'arsenale" che applichi sia auto costruendo che a seguito di pezzi pretagliati al laser a fascicoli settimanali. Hachette lo dice pure, anche se è frainteso per non indebolire il suo percorso denominato "passo passo". E' chiaro che non può specificare come procedere, deve essere il modellista che con la sua esperienza dispone i vari particolari che costituiscono il modello, in modo che non si  intralcino a vicenda.
Io avevo iniziato la Gemma ma ai primi quinti posti sul cantiere mi sono accorto di essere un modellista d'arsenale da strapazzo e quindi mi sono fermato per attendere tempi migliori.
Quando è uscito questo prodotto, con i particolari pretagliati al laser ho subito pensato che la mia incapacità nella precisione potesse essere superata dal laser.
Invece è come se tagliassi il particolare col seghetto.
Per carità, va pure bene così, ma allora lasciamo perdere la costruzione in arsenale, che è tutta un altra cosa, definiamo questo prodotto una costruzione con i quinti, anziché con le ordinate in compensato, realizzata seguendo la tecnica d'arsenale con la precisione del modellismo classico.
Per me va benone essendo un cialtrone, riuscendo a realizzare un modello che difficilmente avrei potuto fare in autocostruzione.
Certo che per farlo occorre procedere con la tecnica d'arsenale, ma la precisione è lasciata molto da parte.
La ricerca attraverso la comparazione con i vari testi e la monografia del Boudriot, mi portano ad arricchire la mia cultura navale e mi stimolano a dare il meglio di me stesso.
Avevo intenzione di abbandonare il tutto, ma sia la ricerca che la caparbietà mi stimolano non poco a procedere entusiasmandomi.
Per il costo, credo che superi i 1.000 €. Certo che con l'auto costuzione spenderei meno, ma con ogni probabilità non avrei la stessa soddisfazione che provo ora a raccapezzarmi sulle istruzioni Hachette, anche se qualcuno mi ha criticato e deriso.
Ciao
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  giuseppe molisani il Dom Set 10, 2017 10:30 am

saggie parole,c'è poco da criticare o deridere,mi dispiace che ti sottovaluti e ciò ti rende onore.
Da come tratti l'argomento e da come ti muovi nel campo dell'arsenale a mio parere sei un valente modellista e mi dispiace anche che ti sei arreso con la tartana Gemma...magari con un pò più di pazienza sicuramente riuscivi nell'impresa.
Ad ogni modo ancora buon lavoro
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Dom Set 10, 2017 12:17 pm

Ciao Giuseppe. E no! La Gemma aspetta che mi eserciti meglio ed acquisti un po' più di manualità. Appena finita la Belle continuerò con la Gemma.
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Mer Set 27, 2017 3:01 pm

Arrivato il n° 23. L'ordinata  III che ritenevo fuori della parte centrale, invece vi è ancora dentro. Quindi la metto da parte in attesa di quelle che possono far impostare il piano superiore verso prua.
Sempre molto interessante la parte storica e didattica.
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Messaggio  marioandreoli il Lun Ott 02, 2017 1:02 pm

Arrivato il n° 24 stessa musica con i quinti di poppa.
Anche nella prossima uscita non si riesco a impiantare il piano superiore di prua.
Aspetto e spero..che l'ora s'avvicina..!
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Re: La Belle Hachetet in arsenale

Messaggio  marioandreoli il Ven Ott 13, 2017 2:10 pm

Arrivato il n° 25 con il quinto n° IV che accantono.
Con la prossima uscita è previsto il quinto n° 5.
Sembra fatto apposta! Il piano superiore di prua non intende essere inserito.
Ciao
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