21 ottobre 1805

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Messaggio  Nostromo il Lun Ott 21, 2013 5:14 pm

Daniel Maclise (1806–1870) "The death of Nelson".










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Re: 21 ottobre 1805

Messaggio  Caracciolo il Lun Ott 21, 2013 9:36 pm

Alla fine l'hanno accoppato
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Re: 21 ottobre 1805

Messaggio  Nostromo il Lun Ott 21, 2013 9:54 pm

E' stato un gran bene per il suo mito senza ombra di dubbio, per molti un suicidio annunciato, comprensibile dal suo punto di vista; cercava la gloria e l'ha trovata; non da tutti. In effetti per un combattente nato come Nelson, scegliere di porsi in un combattimento navale (tanto di più nel caos di navi di Trafalgar), dove la nube delle cannonate rende tutto impalpabile, mettendosi al centro del cassero con tutte quelle medaglie e spalline luccicanti, sotto il fuoco dei fucilieri sulle coffe nemiche, lascia un po perplessi. Rolling Eyes


Ultima modifica di John Silver il Mar Ott 22, 2013 11:16 pm, modificato 2 volte

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Re: 21 ottobre 1805

Messaggio  Caracciolo il Lun Ott 21, 2013 10:00 pm

Si effettivamente ha rappresentato in pieno il mito e la filosofia del guerriero ellenico, l'occidente si è massacrato e continua a massacrarsi solo per la gloria.
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Re: 21 ottobre 1805

Messaggio  Nostromo il Lun Ott 21, 2013 10:24 pm

caracciolo ha scritto:Si effettivamente ha rappresentato in pieno il mito e la filosofia del guerriero ellenico, l'occidente si è massacrato e continua a massacrarsi solo per la gloria.

Màh, le guerre le fanno i soldati, non a caso gli ufficiali si dovrebbero attenere ad un codice (almeno all'epoca), il codice cavalleresco. La gloria, se si hanno gli attributi di Nelson si può anche tentare ma non è concessa a tutti. Lui l'ha raggiunta, e l'ha raggiunta nonostante il brutto affare di Napoli e di Caracciolo; per uno come Lui fu una grande onta, ma alla fine quello che si adora più facilmente e l'essere combattente nato, che per buona fortuna o meno ha dimostrato di essere. Diciamo che l'affair Caracciolo mi è incomprensibile proprio nel disprezzo dimostrato, che male si associa purtroppo, con il combattente nato che emerge valutando le sue imprese. Bisogna considerare che Nelson era un uomo sofferente nel fisico, era stanco, e probabilmente l'ha veramente cercata quella fucilata.

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Re: 21 ottobre 1805

Messaggio  Caracciolo il Lun Ott 21, 2013 10:32 pm

Certo, il macello ha bisogno di carne le guerre le fanno i soldati ignoti le vittorie e le sconfitte, la gloria è dei pazzi o forse no.
Per Caracciolo ne parlavo con Santimazzini e lui ha violato parecchio il codice cavalleresco gli stessi ufficiali inglesi dissero "ao ma che stai a fà" che volevano condurlo in Inghilterra però poichè era Nelson, titubarono e la storia è andata come è andata.
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Re: 21 ottobre 1805

Messaggio  Nostromo il Lun Ott 21, 2013 10:58 pm

I filosofi del tempo, come ad esempio il Croce, pensarono, quando Nelson volle fortemente l'Ammiraglio Caracciolo dopo che era stato catturato, che egli gli volesse salvare la vita. Hanno pensato con l'ideale del guerriero che proprio al guerriero rende onore. Quanto si sbagliarono lo stabili la storia. Alla fine è vero che Nelson in qualità di Generale della Marina (Inglese e Napoletana), aveva il diritto di giudicare Caracciolo e anche quindi di giustiziarlo. E' il modo in cui l'ha fatto che cambia la storia; se voleva eliminare il pericoloso nemico (come dicono gli inglesi), di cui Caracciolo incarnava l'esempio, ne aveva il diritto, ma il codice prevedeva ben altro del disprezzo riservato ad un grande marinaio quali era l'Ammiraglio Napoletano.

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Re: 21 ottobre 1805

Messaggio  Arsenalotto il Mar Ott 22, 2013 4:14 pm

Ciao a tutti

interessante discussione!

bello il quadro postato da Riccardo, per la cronaca, la morte di Nelson non avvenne ovviamente sul cassero (o forse il quadro rappresenta il ponte di coperta?), ma sottocoperta, dove vi era stato portato per ricevere le cure del chirurgo di bordo.

Riguardo a l'affaire Caracciolo, credo che gli inglesi si comportarono ben poco "cavallerescamente" in tutta la vicenda della fine della Repubblica Partenopea, a cominciare dall'aperta violazione dei patti stipulati dal Card. Ruffo con i rivoluzionari sconfitti. Per noi "moderni" la pena di morte comminata a Caracciolo fa giustamente orrore, probabilmente i contemporanei rimasero più scioccati dal tipo di esecuzione (impiccagione invece che fucilazione, come era solito per gli ufficiali, come nel caso dell'ammiraglio Byng nel 1757, "colpevole" di aver perso una battaglia).

Riguardo alla dinamica della morte di Nelson, da quanto ho letto, i fucilieri sulle coffe della Redoutable erano stati particolarmente addestrati e, probabilmente, il loro fuoco fu insolitamente efficace rispetto agli standard delle battaglie navali (non sono un esperto, ma credo che sparare con precisione dall'alto di una coffa in movimento sia tutt'altro che facile). In uno scontro navale i modi di morire erano molteplici (fuoco diretto, schegge, parti di attrezzatura che precipitavano) e quindi un certo fatalismo credo fosse d'obbligo.


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Messaggio  Nostromo il Mar Ott 22, 2013 5:40 pm

Arsenalotto ha scritto:..Riguardo a l'affaire Caracciolo, credo che gli inglesi si comportarono ben poco "cavallerescamente" in tutta la vicenda della fine della Repubblica Partenopea, a cominciare dall'aperta violazione dei patti stipulati dal Card. Ruffo con i rivoluzionari sconfitti.
La guerra è per sua natura violenta, cercare il santo vuol dire non capire l'uomo, quella di Nelson nei confronti di Caracciolo appare un'azione spregevole, e di fatto lo è, ma bisogna inquadrarla nelle motivazioni di Nelson molto profonde, riguardo alla monarchia. La idealizzava come diritto divino e pur non essendo nato Re (possiamo immaginare cosa poteva combinare), egli si definiva l'efficace strumento nelle mani di Dio che era poi la volontà Reale. Caracciolo (l'uomo che da solo valeva una flotta, secondo Croce...), aveva tradito un Re principalmente, da qui il disprezzo, e poi era realmente molto pericoloso, non ultimo dare un'avvertimento a tutti i rivoluzionari che disprezzavano le monarchie. Nelson credeva quello che faceva, un delirio di onnipotenza che lui stesso indirizzò verso la gloria, cercando la morte (a mia modesta opinione), nella battaglia perfetta. Non da tutti, mi piace pensare che se fosse sopravvissuto, sarebbe finito per essere odiato anziché amato, ma per la gloria questo è un'aspetto insignificante.


Arsenalotto ha scritto:..Riguardo alla dinamica della morte di Nelson, da quanto ho letto, i fucilieri sulle coffe della Redoutable erano stati particolarmente addestrati e, probabilmente, il loro fuoco fu insolitamente efficace rispetto agli standard delle battaglie navali...
Secondo il Vecchio, è proprio in francia che Jones decide di ampliare le coffe del Bonhomme, per avere maggior fuoco dall'alto, ed è stata la mossa che ha capovolto la battaglia di Flamborough Head del 23 Settembre 1779. In condizioni di mare ottimali dev'essere micidiale il fuoco da sopra ma nel caso della battaglia in questione fu una granata lanciata dalle coffe del Bonhomme, più precisamente dalla varea del pennone di maestra che arrivo fino alle polveri del Serapis.

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